La modifica legislativa introdotta con la Legge PMI 2026 consente un cambio di paradigma rispetto al passato perché il magazzino può essere venduto in anticipo dall’impresa a fronte del pagamento di un prezzo.
In pratica, si individuano le scorte da cedere e queste vengono vendute a una società esterna (SPV, Special Purpose Vehicle). Il magazzino entra quindi nella titolarità di una società indipendente creata appositamente per gestire l’operazione. Nel nostro caso, Magazzino Italia.
L’operazione non è di semplice costruzione, perché il magazzino è un asset fisico e dinamico e il processo di lavorazione della merce a magazzino è parte integrante del ciclo produttivo. Si pensi al caso Brazzale: una forma di formaggio entra fresca a magazzino e subisce una lavorazione periodica costante per un’ottimale stagionatura (ribaltamento, spazzolatura, pesatura periodica, verifica costante delle condizioni di temperatura e umidità del sito).
Anche dopo la cessione, il produttore necessita di continuare a essere l’interlocutore di mercato (nei confronti della GDO o altri canali) nella vendita del prodotto finito ancorché la titolarità sia passata di mano. La cessione del prodotto deve essere valorizzata (prezzata) con corretto trasferimento di rischi e benefici, secondo criteri oggettivi ma tenendo anche conto di eventuali e future oscillazioni di prezzo del mercato.
In tale struttura rimangono molto importanti i presidi di verifica del processo di lavorazione: in particolare l’attività di monitoraggio delle consistenze di magazzino e della qualità dei beni, effettuata dall’Asset Manager e da un secondo perito indipendente, che permette a Magazzino Italia SPV di verificare continuativamente le disponibilità dei beni per l’immissione sul mercato.