La trama e l’ordito? Qualità delle materie prime e cura del dettaglio, che nella produzione di Lanificio Paoletti si uniscono creando articoli in lana cardata, ma anche intrecci che sperimentano la combinazione di lana e seta con filati lamé e iridescenti. E poi i tessuti fantasia in qualità lambswool, shetland e tweed, che in ogni stagione acquistano identità uniche in una gamma esclusiva di coloriture mélange. Lavorazioni antiche e sapienti, attuate per valorizzare le potenzialità e il carattere espressivo delle materie prime, impiegando sia le migliori fibre tessili naturali provenienti dai Paesi d’origine sia le lane locali. È il caso della lana ricavata dalla pecora della Conca dell’Alpago. Una razza autoctona delle Alpi bellunesi che ha rischiato l’estinzione, oggi in fase di ripopolamento e di un rinnovato interesse, anche grazie a una rivalutazione alla quale il Lanificio Paoletti ha creduto fortemente.
Un modo innovativo di salvaguardare la tradizione, che valorizza un saper fare centenario grazie all’apertura alle contaminazioni, mantenendo viva la propria identità. Un esperimento folle, quello di Lanificio Paoletti, che guarda al proprio futuro e a quello del comparto tessile nella direzione di una maggiore sostenibilità, dall’etica del lavoro alla tutela ambientale e supporto alle comunità. Per questo Cherry Bank ha assegnato il secondo premio dell’edizione 2024 del contest “Cherry Made in Italy” a Lanificio Paoletti. Un’opportunità, grazie al riconoscimento all’Impresa di un’Assessment ESG gratuito, per migliorarne la competitività negli ambiti Environment, Social e Governance.
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